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     Già verso la fine degli anni Settanta sono comparsi i primi studi riguardanti i potenziali rischi sanitari riferiti all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza, ma solo dopo alcuni anni che l’allarme sui possibili pericoli era stato lanciato, le legislazioni di diversi paesi hanno emanato norme protezionistiche per limitare l’eventuale rischio.

     La normativa nazionale stabilisce che, ai sensi delle leggi 833/78, 349/86 e 36/2001, è competenza dello Stato la determinazione dei limiti massimi di esposizione ad agenti inquinanti di natura chimica, fisica e biologica, sia per quanto riguarda gli ambienti di lavoro che gli ambienti di vita.

     Il Decreto Ministeriale n. 381, 10 settembre 1998, fissa per la prima volta "i tetti" delle radiofrequenze compatibili con la salute umana. Il campo di applicazione riguarda l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento e all’esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni operanti nell’intervallo compreso tra 100 kHz e 300 GHz. Il decreto, oltre ai limiti di esposizione che non devono essere superati in alcuna condizione di esposizione (art. 3), definisce i valori di cautela da rispettare quando si prevede un'esposizione continua della popolazione per più di quattro ore favorendo la protezione da possibili effetti a lungo termine (art. 4). Inoltre viene introdotto il concetto di obiettivi di qualità, valori di campo elettromagnetico da conseguire nel breve, medio e lungo periodo, attraverso l’uso di tecnologie e metodi di risanamento disponibili. Sono finalizzati a consentire la minimizzazione dell’esposizione della popolazione (art. 4).

     La “Legge quadro sulla protezione dalle esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici“, del 22 febbraio 2001, n.36 fornisce una base legale più solida ed ampia, affrontando i vari aspetti del problema, e copre tutto lo spettro elettromagnetico per la parte non-ionizzante. Ha le finalità di assicurare la tutela della salute, promuovere la ricerca scientifica nell’ottica del principio di precauzione, assicurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio, promuovere l’innovazione tecnologica e le azioni di risanamento. Prevede fra l’altro ”l’istituzione del catasto nazionale e regionale delle sorgenti fisse dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate, al fine di rilevare i livelli di campo presenti nell’ambiente” (art. 7). Affinché la legge quadro sia completamente applicabile devono essere pubblicati diversi decreti attuativi.

      Un importante decreto attuativo della legge quadro n. 36 del 2001 è pubblicato sulla gazzetta ufficiale numero 199 del 29 agosto 2003. Si tratta del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003. In esso vengono fissati i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da sorgenti fisse a frequenze comprese fra 100 kHz e 300 GHz, nonché le tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di emissione elettromagnetica. Rispetto al DM 381/98 viene introdotto il concetto di obiettivi di qualità all’aperto in aree intensamente frequentate (art. 4).

I limiti attualmente in vigore per la protezione della popolazione sono:

Limiti di esposizione

Frequenza f

Intensità di campo elettrico E [V/m]

Intensità di campo magnetico H [A/m]

Densità di potenza D [W/m2]

0,1 - 3 MHz

60

0,2

-

3 - 3000 MHz

20

0,05

1

3 - 300 GHz

40

0,1

4

Valori di attenzione e obiettivi di qualità

Frequenza f

Intensità di campo elettrico E [V/m]

Intensità di campo magnetico H [A/m]

Densità di potenza D [W/m2]

0,1MHz – 300GHz

6

0,016

0,10 (3MHz-300GHz)

     Per quanto riguarda la normativa provinciale, l’articolo 2 della Legge provinciale 26 luglio 2002, n. 11 prevede una pianificazione a livello provinciale per gli impianti trasmittenti.  I nuovi impianti devono essere valutati da un'unica commissione composta da rappresentanti dell'urbanistica, della tutela del paesaggio e dell'Agenzia provinciale per l'ambiente. La parte concettuale del conseguente piano provinciale di settore delle infrastrutture delle comunicazioni viene approvata definitivamente tramite la Delibera della Giunta Provinciale n. 4787 del 22/12/2003. La Giunta Provinciale ha approvato definitivamente la parte tecnica del "Piano provinciale di settore delle infrastrutture delle comunicazioni", con la Delibera n. 4147 del 07/11/2005.

     Qualora l'installazione sia da realizzarsi nell'ambito di insediamenti, l'autorizzazione è rilasciata dal sindaco del Comune territorialmente competente, sentito il parere della Commissione delle Infrastrutture (e di APPA).

     Per visualizzare i documenti PDF delle leggi qui sopra elencate è necessario aver installato sul proprio sistema il programma Adobe Reader. Se ne siete sprovvisti cliccate sul tasto qui sotto per il download.